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Se è guerra...
Non ho niente da dire sulla
grandezza del disastro accaduto in America:
credo che le immagini che ci raggiungono quotidianamente parlino da sole
e,
come al solito, stanno superando di gran lunga qualsiasi immaginazione passata.
Incredibile e ingiustificabile allo stesso tempo, altrimenti dovremmo ridiscutere di personaggi
quali Karazich, Hitler ecc...
E' solo un punto
di riflessione quello che vi propongo, senza facili soluzioni di immediato consumo.
Legato proprio al fatto che (posso garantire per esperienza personale)
mai come
in tempo di guerra, i media hanno una importanza fondamentale:
è obbiettivo
primario ottenere dei precisi schieramenti di opinione.
Ho la sensazione
che mancando una informazione reale su ciò che accade al di fuori del
mondo occidentale,
si tenda a distinguerlo dalle nazioni legate a forme di civiltà
"retrograde"
costituendo una "umanità di prima categoria"(indegna
di morire) e una "umanità di seconda categoria"(degna di morire).
Viceversa per loro, devo dedurne.
Mi auguro quindi
che, in questo prospettato scenario di guerra, si possa continuare a coltivare la capacità di distinguere
la "propaganda"
dalla "informazione", nella stessa misura in cui distinguiamo
"giustizia"
da "genocidio".
Infine proprio perchè
siamo società capitalistiche,
proprio perchè si parla di World
Trade Center e indici di Borsa,
voglio citarvi una osservazione di Enrico Ghezzi:
L'unica cosa
che non si è mai fermata in questi giorni è la pubblicità.
E' questo il vero orrore:
questo continuo sorridere e promettere un futuro migliore
quando tutto si è fermato.
kid koma, 16-09-2001, dlsan